Piano Regionale Integrato
E’ stato pubblicato dal BURC (Bollettino Ufficiale Regione Campania) n. 65 del 26 ottobre 2009 la Deliberazione n. 1543 del 8 ottobre 2009:
Piano Regionale Integrato (P.R.I.) 2008 – 2010 sulla sicurezza alimentare, il benessere e la sanita’ animale, la sanità vegetale – Modifiche ed integrazioni.
Ostreopsis ovata – Campagna di campionamento 2010 – Restrizioni alla pesca da autoconsumo
Come previsto dal “Piano di monitoraggio annuale sulla presenza di Ostreopsis Ovata nel litorale costiero campano” DGR 2106/2008, nel caso in cui le analisi evidenzino la presenza della biotossina prodotta presumibilmente dall’O.ovata, i comuni interessati provvedono all’emanazione di una ordinanza sindalcale di divieto di pesca da autoconsumo sottocosta di talune specie ittiche (cozze, patelle, ricci, crostacei, granchi ed altri molluschi).
Di seguito pubblichiamo le mappe delle località coinvolte da dette ordinanze, aggiornato al 30 Agosto 2010.
Maggiori informazioni su O.ovata
DGR 2106/2008
Opuscolo prodotto dal gruppo di lavoro e distribuito al pubblico
Articolo pubblicato nella rivista ARPA Campania Ambiente
Punti di Campionamento anno 2010
Mappa restrizioni 1/3
Mappa restrizioni 2/3
Mappa restrizioni 3/3
Esportazione prosciutti crudi verso la Thailandia
In formato excel, predisposto dalla DGSAN, la scheda da utilizzarsi per la raccolta dati sugli stabilimenti pro-Thailandia.
Checklist Revisione Stabilimenti
Dalla rivista ARPA Campania Ambiente: Ostreopsis ovata, conosciamola per stare sicuri
Dalla rivista ARPA Campania Ambiente Anno V n°5/2009:
Ostreopsis ovata è una microalga bentonica tipica delle aree tropicali e subtropicali. L’Ostreopsis ovata cresce su macroalghe rosse e brune ma è possibile trovarla anche su quelle verdi. Il periodo di proliferazione va da giugno a settembre ed è localizzata in aree riparate, con temperatura dell’acqua intorno ai 25°C e condizioni meteomarine stabili. La sua proliferazione è caratterizzata da una serie di segni ambientali quali schiume marroncine sulla superficie dell’acqua, materiali gelatinosi in sospensione, una lamina brunastra dall’aspetto membranoso sugli scogli e su tutto ciò che si trova sul fondo. Ostreopsis ovata produce una tossina battezzata con il nome di ovatossina dal gruppo di ricerca del prof. Fattorusso del Dip. Di Chimica delle Sostanze Naturali della Federico II.
Olio di oliva: la filiera produttiva
L’olio di oliva è il prodotto ottenuto dalle olive meccanicamente o con altri processi fisici, in condizioni termiche tali da non alterarli e che non hanno subito nessun trattamento tranne il lavaggio, la decantazione, la centrifugazione e la filtrazione. Tale prodotto viene definito “vergine”, che sia o meno commestibile. Infatti solo se rispondente a determinate caratteristiche compositive e sensoriali, può essere destinato all’alimentazione senza raffinazione.
Tra i fattori che influenzano la qualità di un olio vergine, sia sotto l’aspetto chimico-fisico delle componenti che dal punto di vista organolettico possono essere annoverati: la cultivar (varietà di olivo coltivata); l’area geografica di coltivazione; le condizioni climatiche; il grado di maturazione delle olive; i metodi di raccolta; tempi e luoghi di conservazione delle olive; tecnologia di lavorazione (estrazione…); conservazione dell’olio; igiene e pulizia generali; tempo e temperatura di gramolazione; trattamenti alla pianta e al terreno.
Dalla rivista ARPA Campania Ambiente: L’ORSA
Dalla rivista ARPA Campania Ambiente Anno V n°4/2009: L’ORSA
L’ORSA (Osservatorio Regionale per la Sicurezza Alimentare) è una realtà più che rodata: con Deliberazione N.1292 del 17 luglio 2007, e infatti stato istituito, presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, l’organo che, in Campania, e incaricato della raccolta e dell’analisi dei dati derivanti dagli enti che svolgono attività connesse alla sicurezza degli alimenti e dei mangimi. Lo si potrebbe definire “braccio operativo” dell’Assessorato regionale alla Sanità con obiettivo di tutelare sia il consumatore finale che le attività produttive presenti sul territorio.
I rischi associati al consumo di pesce crudo: ANISAKIDOSI
Video Anisakis Laboratorio Ispezione degli alimenti IZSM Portici
Quali sono i rischi associati al consumo di pesce crudo?
Mangiare pesce crudo comporta sicuramente un alto rischio malattie alimentari causate da batteri patogeni, oppure da parassiti. Il rischio maggiore per chi consuma pesce crudo si chiama Anisakidosi.
Cos’è l’Anisakidiosi? Leggi il resto di questo articolo »
Le possibili cause della mozzarella blu
Oltre 70.000 mozzarelle prodotte in Germania e destinate alla grande distribuzione dei discount del Nord Italia sono state sequestrate, nei giorni scorsi, dai carabinieri dei NAS (Nucleo Anti-sofisticazioni e Sanità) a causa di una anomala colorazione blu che si sviluppa all’apertura della confezione.
Il Ministero della Salute ha reso noto che è stato attivato il sistema di “Allerta rapido” comunitario con la segnalazione alla Commissione europea e alle autorità tedesche dell’alterazione delle mozzarelle. Anche le Autorità Sanitarie delle Regioni italiane che potrebbero essere coinvolte nella distribuzione della mozzarella blu sono state allertate. Leggi il resto di questo articolo »






