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Encefalopatia Spongiforme Trasmissibile (TSE)

Il programma di sorveglianza epidemiologica delle Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili (TSE) in Italia, come nella maggior parte dei paesi europei, è stato intrapreso a partire dal gennaio 2001, coordinato dal Ministero della Salute e dal Centro di Referenza per le TSE, realizzato attraverso i laboratori accreditati degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS).

Tale programma si articola fondamentalmente in due momenti distinti, che hanno il medesimo scopo di identificare  nuovi casi di malattia: la sorveglianza passiva, ovvero l’individuazione clinica in azienda dell’animale malato e la sorveglianza attiva, che prevede l’esecuzione del test rapido su tutti gli animali regolarmente macellati o morti in allevamento, di età superiore a 48 mesi per i bovini e bufalini, e su un “campione” della popolazione ovi – caprina di età superiore a 18 mesi.
La normativa vigente prevede per gli ovi-caprini l’esecuzione dei test “a campione” “per evitare rappresentanze eccessive di un qualsiasi gruppo in termini di origine, età, razza, tipo di produzione o qualsiasi altra caratteristica” ( Reg. CE 999/2001).
Per queste ultime specie, in particolare nell’ambito della sorveglianza della Scrapie ovina,  è stata introdotta l’analisi genetica; sono stati individuati, infatti,  polimorfismi associati al gene che codifica la proteina prionica, cioè mutazioni nella sequenza nucleotidica del gene che si traducono in un cambio di aminoacido nella proteina prionica, in grado di conferire resistenza o suscettibilità alla malattia.
L’analisi genetica ha un duplice scopo, consente di  gestire in maniera più incisiva gli eventuali focolai ma soprattutto è volta alla profilassi della malattia attraverso l’eliminazione dell’allele portatore della suscettibilità alla malattia e l’incremento dell’allele resistente.
Dal primo aprile 2005 il piano di selezione genetica è obbligatorio per gli allevamenti iscritti ai Libri genealogici e per i greggi ad alto merito genetico, tutti gli altri allevamenti ovini possono aderire volontariamente.
L’analisi genetica non è ancora applicabile alla specie caprina.
Esperti del gruppo scientifico sui pericoli biologici ritengono che i dati disponibili per l’applicazione dell’analisi genetica nella popolazione caprina sono incoraggianti ma ancora incompleti per prendere in considerazione l’adozione in un programma di selezione per la resistenza alla Scrapie classica nelle capre in tutti gli Stati membri dell’Unione europea. Si prevede che gli studi attualmente in corso forniranno un fondamento scientifico più solido nei prossimi anni.
Entrambi i programmi di sorveglianza,  vengono realizzati attraverso l’attuazione di test rapidi che vengono eseguiti presso i laboratori degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, in particolare nella nostra sede di Portici vengono eseguiti 2 test:
• Prionics-check priostrip per la diagnosi di BSE
• Prionics check western SR per la diagnosi di scrapie classica ed atipica

Il test rapido sta ad indicare la velocità con la quale si effettua la diagnosi (l’esito si ottiene in circa 12 – 48 h a seconda del test utilizzato) e la possibilità di analizzare un gran numero di campioni contemporaneamente ma non la precocità del test che è in grado di rilevare l’accumulo delle proteine prioniche poco tempo prima della comparsa dei sintomi clinici ed è comunque applicabile solo dopo la morte del soggetto.
Il sito d’elezione per il prelievo del campione da sottoporre a prova, indipendentemente dal test utilizzato, è l’obex, porzione piu aborale del tronco encefalico; è a questo livello che si trovano i nuclei indicati come prima sede di accumulo della proteina patologica (nucleo motore dorsale del nervo vago, nucleo del tratto spinale del trigemino, nucleo del tratto solitario).

Nei laboratori per la diagnosi di Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili dell’Istituto Zooprofilattico di Portici sono stati testati dal 2001 al 30 settembre 2009 circa  267.749 capi bovi – bufalini appartenenti alle categorie dei “regolarmente macellati”  e alle categorie “a rischio”  cioè sottoposti a macellazione d’urgenza, differita o morti in azienda o nel trasporto e 28.257 capi ovi-caprini.
Sono stati individuati 4 casi positivi alla BSE di cui tre soggetti autoctoni (uno dei quali proveniva da un animale morto in azienda) ed uno, l’ultimo, confermato dal Centro di referenza di Torino nell’agosto 2009, proveniente da un’azienda di Campobasso.
Per ciò che concerne la Scrapie, sono stati diagnosticati dal 2002 ad oggi 6 casi positivi negli ovini, di cui 2 Atipici e 4 nei caprini, tutti i campioni provenivano da animali regolarmente macellati per il consumo umano.

Nel complesso possiamo affermare che la situazione in Campania come nel resto dell’Italia o in Europa in generale, è decisamente favorevole rispetto alle cifre dei primi anni di sorveglianza, tutto ciò è naturalmente il risultato di un efficace programma di sorveglianza che ha visto da un lato il campionamento su un enorme numero di capi  e dall’altro una valida politica di riduzione del rischio basata sul bando dell’utilizzo delle farine di carne (principale veicolo dell’infezione) e sulla rimozione del materiale specifico a rischio (MRS).

dr.ssa Luisa Spadari
IZSM Portici

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