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Dolcificanti

Il termine dolcificante è utilizzato per indicare una sostanza in grado di conferire un sapore dolce agli alimenti o alle altre sostanze destinate ad essere ingerite. È un sinonimo di “edulcorante” che significa appunto sostanza che rende dolce.
Si distinguono essenzialmente due categorie di dolcificanti, naturali e artificiali, presenti praticamente ovunque, non solo nei prodotti destinati all’alimentazione, ma anche in numerosi altri prodotti, tra cui i farmaci, e quindi tutti noi ne assumiamo, talora anche senza rendercene conto, un quantitativo più o meno rilevante.
I dolcificanti possono essere Naturali e Sintetici a seconda della loro origine e delle loro caratteristiche. I dolcificanti naturali si chiamano così perché sono presenti in natura (nella frutta e nella verdura soprattutto),come il fruttosio, il glucosio,il saccarosio (il comune zucchero da cucina) mentre i dolcificanti artificiali sono sostanze create in laboratorio, il più famoso è l’aspartame, ma ne esistono molti altri, forse meno comuni, con caratteristiche talora peculiari.
Nonostante l’enorme diffusione e utilizzo, sull’argomento esiste molta confusione legata probabilmente a scarsa informazione o equivoci messaggi pubblicitari.
Le principali differenze sono da una parte il potere edulcorante (cioè la capacità di rendere dolce un alimento), molto più alto per i dolcificanti artificiali (si calcola che sia dalle 30 alle 300 volte maggiore rispetto al comune zucchero da cucina) e dall’altro il potere calorico, molto basso (addirittura trascurabile) per i dolcificanti artificiali.
I principali dolcificanti naturali sono:
il Fruttosio, la Glicirizina, il Glucosio, il Lattosio, il Mannitolo, il Miele, il Saccarosio, il Sorbitolo, la Stevia, lo Xilitolo e lo zucchero bruno di canna. Di questi, il fruttosio è lo zucchero che si estrae attraverso un particolare processo dalla frutta, il glucosio, invece, è un monosaccaride conosciuto anche come destrosio ed è il composto organico più diffuso in natura.
Lo zucchero bruno di canna è lo zucchero non raffinato che si estrae dalla canna da zucchero.
Esistono, inoltre, proteine dolcificanti estratte da frutti di piante africane (miracolina, monellina e taumatina….) meno note rispetto ai comuni dolcificanti; sono utilizzate nell’industria alimentare perché hanno un elevato potere dolcificante il che consente il loro utilizzo anche in modiche quantità.
I dolcificanti sintetici sono:
Acesulfame potassico, Aspartame, Ciclammato, Saccarina, Sucralosio.
Una caratteristica comune ed un vantaggio dei dolcificanti artificiali è quella di conferire un sapore dolce agli alimenti o alle bevande a cui vengono aggiunti, senza addizionare a questi apporti energetici.
Infatti, quando nelle etichette dei prodotti alimentari è presente la scritta “senza zucchero aggiunto” significa che non è stato utilizzato saccarosio, ma potrebbero essere presenti altri dolcificanti naturali o sintetici (succo d’uva o altro, che sempre zuccheri sono!).
Tutti i dolcificanti artificiali contenuti nei cibi e nelle bevande venduti nella UE sono stati sottoposti a test approfonditi e sono stati approvati da una apposita commissione. Tuttavia, per ciascuno di essi è stata fissata la quantità massima giornaliera consentita, il che garantisce un rilevante margine di sicurezza.
E’ opportuno però evidenziare che se si usano più alimenti che contengono un determinato dolcificante artificiale è bene diminuire almeno della metà la dose giornaliera raccomandata per dolcificare le bevande.