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Echinococcus multilocularis, misure di protezione in quattro Paesi

Dal 1 luglio 2018, Finlandia, Irlanda, Regno Unito e Malta, in applicazione del regolamento (UE) 2018/772, non consentiranno più  l’introduzione nei loro territori ai cani che non  siano stati sottoposti preventivamente ad un trattamento specifico contro l’Echinococcus multilocularis.

Tale agente eziologico  è responsabile di una delle più gravi zoonosi parassitarie, diffusa soprattutto nelle zone tropicali . Le larve del parassita assunte attraverso alimenti contaminati dall’uomo causano il quadro sintomatologico dell’Echinococcosi alveolare.

In Europa, nelle zone in cui la malattia si è stabilita, il ciclo abituale di trasmissione del parassita coinvolge i carnivori selvatici, con particolare riferimento alle  volpi comuni (ospiti definitivi) ed i  piccoli roditori (ospiti intermedi).

Secondo il parere dell’EFSA ,  non vi è alcuna prova che i cani possano mantenere il ciclo di vita dell’Echinococcus multilocularis in assenza di volpi comuni, tuttavia l’introduzione di feci di cane contaminate, dovuta ai movimenti di soggetti provenienti da zone endemiche rappresenta  un potenziale serio rischio di infezione per l’uomo.

Le nuove  disposizioni europee regolamentano le movimentazioni di cani esclusivamente a carattere non commerciale.

Esse stabiliscono che gli  Stati Membri , dove il parassita non è presente o lo è con una  bassa prevalenza , possono chiedere alla Commissione Europea l’applicazione sul loro territorio di specifiche misure sanitarie preventive consistenti nel “trattamento tempestivo dei cani con un antiparassitario autorizzato o omologato efficace”.

Il trattamento farmacologico va  documentato sul passaporto dei cani o certificato da un medico  veterinario ufficiale . Deve essere somministrato entro un periodo non superiore a 120 ore e non inferiore a 24 ore prima dell’entrata degli animali nel paese.