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Il Ministero della Salute ha pubblicato la Relazione sul controllo ufficiale degli additivi alimentari – anno 2019

La DGISAN (Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione) ha pubblicato la Relazione riguardante il controllo ufficiale degli additivi alimentari (AA) tal quali e nei prodotti alimentari, Anno 2019 – ultimo anno di attuazione del Piano Nazionale additivi alimentari 2015-2019.

Tale Piano nello specifico prevede come attività fondamentali: la verifica delle conformità riguardanti l’utilizzo degli AA nelle produzioni alimentari (Regolamento CE n. 1333/2008) ed il controllo dei requisiti di purezza degli AA (Regolamento n. 231/2012). Nel 2019 l’attività di controllo ufficiale è stata estesa anche alla verifica dei metalli negli AA prodotti a partire dalle alghe come da Raccomandazione (UE) 2018/464 .

Nel 2019 tutte le Regioni e Province Autonome hanno rispettato il numero di campioni previsto, anzi nella maggior parte dei casi sono stati effettuati più campionamenti rispetto a quanto programmato (campioni richiesti dal Piano Nazionale 920, campioni effettuati 2295).

In linea con quanto osservato negli anni precedenti, la percentuale più elevata di NC è risultata essere collegata all’utilizzo dei solfiti, In particolare nella categoria “carne” (circa il 42% delle NC totali). Gli utilizzi fraudolenti di tali sostanze sono finalizzati ad alterare le caratteristiche organolettiche naturali dei prodotti per ottenere un allungamento della shef-life degli stessi. Si tratta di una pratica pericolosa da un punto di vista sanitario in quanto espone fasce di popolazione vulnerabili (soggetti allergici ai solfiti) a consumi inconsapevoli di AA. A tal fine il Ministero della Salute sottolinea la necessità di continuare ad intensificare le attività di controllo ispettive e analitiche nel settore più esposto (preparazione e vendita di carne fresca e preparazioni a base di carne).

Nel settore dei prodotti ittici le NC collegate all’uso dei solfiti (circa il 28% delle NC totali) sono riconducibili ad una non corretta modalità di additivazione con superamento del limite massimo consentito.

Il restante 30% di NC è da ricondurre a diverse tipologie di infrazioni (superamento di limite d’uso per coloranti, mancata dichiarazione in etichetta per acidi organici ed agenti umidificanti), che nel complesso non comportano particolari criticità sanitarie.

Relativamente al controllo sui requisiti di purezza per gli AA tal quali , sebbene l’obiettivo prefissato non sia stato del tutto raggiunto, i dati raccolti sono incoraggianti mostrando un graduale e costante incremento numerico rispetto al periodo 2016-2019.