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Inquinamento ambientale e sicurezza degli alimenti

di S. Cavallo e G. Colarusso

Con l’espressione ”Terra dei fuochi” si identifica una vasta area situata tra le province di Napoli e Caserta, caratterizzata dalla presenza di roghi di rifiuti. Citata per la prima volta nel 2003 nel Rapporto Ecomafie curato da Legambiente, la zona si caratterizza per lo sversamento illegale di rifiuti, anche tossici, da parte della camorra. In molti casi i cumuli di rifiuti, illegalmente riversati nelle campagne, o ai margini delle strade, vengono incendiati dando luogo ai noti “roghi“.

Negli ultimi mesi l’interesse mediatico sulla Terra dei Fuochi è cresciuto in maniera esponenziale, così come la preoccupazione che la diffusione degli inquinanti possa interessare non solo l’aria ma anche gli alimenti, siano essi di origine vegetale o animale.

Gli alimenti di origine vegetale possono essere contaminati durante la coltivazione o attraverso l’uso di acque irrigue contaminate o per ricaduta di particolato originatosi durante i roghi tossici.

Differentemente avviene per gli alimenti di origine animale, dove l’inquinamento deriva o dall’assunzione da parte dell’animale di alimenti contaminati, quali ad esempio il foraggio, o da pratiche comportamentali come il leccamento delle staccionate o l’ingerimento accidentale di terreno durante il pasto.

Il problema dell’inquinamento ambientale e della possibile ricaduta sulla sicurezza degli alimenti è un tema  affrontato già da tempo in Regione Campania. Infatti, a partire dal 2008 si sono succeduti nel tempo numerosi piani di campionamento, sia nazionali che regionali, per la ricerca di contaminanti ambientali. Dal 2008 ad oggi si sono avvicendati molti piani di monitoraggio per la ricerca di diossine, PCB e metalli pesanti, attraverso i quali sono stati effettuati più di 2000 campionamenti.

L’obiettivo di ciascun piano è stato sempre quello di analizzare le materie prime in modo da individuare le partite eventualmente contaminate ancora prima che queste fossero lavorate e trasformate in prodotto finito. In tal modo si è evitato che materie prime contaminate finissero nel circuito produttivo, cercando di preservare in primo luogo la sicurezza alimentare dei cittadini, nonchè l’economia locale.

I campionamenti sulle matrici alimentari hanno interessato sia gli alimenti destinati all’alimentazione animale che il latte prodotto, per poi allargarsi alle carni ed alle uova.

Partendo da un campionamento allargato che ha interessato tutto il territorio regionale, si è giunti  ad una progressiva focalizzazione dei controlli sulle aree a “maggior rischio” ambientale, tra queste la Terra dei Fuochi e i SIN – Siti di Interesse Nazionale.

I SIN sono zone nelle quali, in seguito ad attività umane svolte o in corso, è stata accertata un’alterazione delle caratteristiche qualitative dei terreni, delle acque superficiali e sotterranee; tali aree sono presenti su tutto il territorio nazionale. Per la Campania, i siti indagati sono stati dapprima il bacino del Fiume Sarno, poi il Litorale Domitio e Agro Aversano e, nel 2013, i restanti SIN (Pianura, Bagnoli, Napoli Orientale e Litorale Vesuviano).

Gli esiti analitici di tutti i controlli effettuati nel tempo non hanno tuttavia restituito uno scenario preoccupante. Le percentuali di positività dei campioni sono prossime allo zero e laddove siano stati individuati limiti critici sono state immediatamente poste in essere misure preventive rigorosissime.

Le attività di monitoraggio e campionamento non si sono fermate e sono attualmente in programmazione nuove azioni mirate, come ad esempio il protocollo di gestione dei grandi roghi incontrollati di rifiuti. Si tratta di un protocollo operativo che i Servizi Veterinari delle AASSLL attuano su tutto il territorio regionale: esso è teso ad evidenziare particolari situazioni di rischio cui sono state esposte le matrici alimentari vegetali, gli alimenti per animali e le produzioni zootecniche a causa del fenomeno combustivo.

Sebbene fino ad oggi siano state messe in campo tutte le misure necessarie a prevenire effetti nocivi sulla salute umana, numerosi sono i fattori che influenzano la percezione del rischio da parte dell’opinione pubblica, che non sempre viene orientata correttamente alla comprensione dei veri pericoli e dei rischi ad essi associati. La presentazione del tema da parte dei media è sicuramente uno degli elementi più importanti e fuorvianti, ma questa non sempre avviene nel modo migliore generando confusione e timori nei consumatori.

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