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Isolamento di larve di Trichinella in un Cinghiale abbattuto per attività venatorie in provincia di Salerno

Lo scorso 22 novembre, i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, sezione di Salerno, hanno evidenziato la presenza di larve di Trichinella spp.  nel diaframma di un cinghiale abbattuto durante l’attività venatoria nel comune di Laviano, in provincia di Salerno.

Tale attività si inquadra nelle linee d’azione previste  dal  “Piano di monitoraggio regionale fauna selvatica”,  della   Regione Campania,  coordinato dall’Unità operativa dirigenziale “Prevenzione e sanità pubblica veterinaria” con il supporto dei principali Enti Pubblici regionali di Sanità animale, quali il Centro di Riferimento di Igiene Urbana Veterinaria (CRIUV), il Dipartimento di medicina veterinaria e produzioni animali  di Napoli “Federico II” e l’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM).

L’isolamento del parassita da un giovane cinghiale testimonia la presenza di Trichinella  spp. nella fauna selvatica della regione Campania, e rappresenta un possibile rischio per la salute umana.

Infatti il consumo di carne di cinghiale poco cotta e/o non sottoposta ai controlli sanitari previsti per legge può provocare seri danni all’organismo, fino a condurre in alcuni casi al decesso.

Ad oggi in Campania, il parassita (Trichinella britovi) è stato isolato da sei esemplari di fauna selvatica nello specifico: da due volpi, due lupi e due cinghiali. Si tratta di animali provenienti da aree montane in cui le disponibilità trofiche sono legate alla predazione ed alla necrofagia piuttosto che alla disponibilità di fonti antropiche.

Le attività previste dal Piano si inquadrano in una rete di epidemio-sorveglianza ben strutturata, messa in atto dalla Regione Campania, grazie anche all’istituzione dell’Osservatorio Faunistico Venatorio Regionale dell’Istituto Zooprofilattico.

Sul portale dell’Epidemiologia per la sanità pubblica, curato dall’ISS (EpiCentro) sono riportate le principali misure igienico-sanitarie di prevenzione:

  • la carne va consumata ben cotta, in modo che le eventuali larve presenti siano inattivate o distrutte dal calore (è sufficiente 1 minuto a 65°C). Il colore della carne deve virare dal rosa al bruno;
  • la selvaggina e i maiali macellati a domicilio devono essere sottoposti a controllo veterinario per determinare l’eventuale presenza delle larve del parassita nelle carni;
  • Qualora non fosse noto se la carne sia stata sottoposta o meno a controllo per la presenza di  trichinelle, è bene congelarla per almeno 1 mese a -15°C: un congelamento prolungato, infatti, uccide le larve;
  • nel caso si allevino maiali, bisogna impedire che mangino la carne cruda di animali, anche ratti, che potrebbero essere stati infestati dal parassita;
  • quando si effettuano macellazioni domestiche bisogna pulire bene gli strumenti;
  • salatura, essiccamento, affumicamento e cottura nel forno a microonde della carne non assicurano l’uccisione del parassita.

Fonte: Tutto Sanità – 28/11/2019