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L’EFSA e l’ECDC pubblicano l’EU One Health 2018 Zoonoses Report

L’ultimo Rapporto annuale sulle zoonosi registra i risultati delle attività svolte nel 2018 in 38 paesi europei.

In tale anno i focolai di origine alimentare segnalati sono risultati 5.146 con più di 48 mila cittadini europei colpiti: un focolaio su tre è risultato essere causato da Salmonella spp.

La Slovacchia, la Spagna e la Polonia rappresentano il 67% del totale dei focolai di Salmonellosi che sono   ricondurre per lo più al consumo di uova.

La Salmonellosi è la seconda infezione gastrointestinale più comunemente segnalata nell’uomo nell’UE (con 91.857 casi segnalati), dopo la Campylobatteriosi (246.571 casi).

La Colibatteriosi (E. coli produttori di tossina Shiga-STEC) si assesta al terzo posto con 8.161 casi segnalati, sostituendo la Yersiniosi con un aumento del 37% rispetto al 2017. Tale fenomeno potrebbe essere legato al crescente utilizzo di nuove tecnologie di laboratorio, che facilitano l’individuazione di casi sporadici.

Il rapporto aggiorna anche i dati relativi alla Listreriosi, alla Tubercolosi Bovina ,alla Brucellosi, alla Trichinellosi, all’ Echinococcosi , alla Toxoplasmosi, alla rabbia , alla febbre Q ed alla Tularemia

Il dato più interessante riguarda tuttavia il virus del Nilo Occidentale (West Nile) che ha mostrato per il 2018 livelli insolitamente elevati d’isolamento in Europa. I casi di questa zoonosi, provocata da un virus, a trasmissione vettoriale, sono risultati essere sette volte superiori a quelli del 2017 (1.605 contro 212).

I motivi di tale picco non sono ancora del tutto chiari. Mike Catchpole, direttore scientifico ECDC, ha dichiarato che: “E’ stato evidenziato che fattori come la temperatura, l’umidità o le precipitazioni influenzano l’attività stagionale delle zanzare e possono aver avuto un ruolo.  Pur non potendo prevedere l’intensità delle prossime stagioni di trasmissione, sappiamo che il virus del Nilo occidentale circola attivamente in molti Paesi dell’Unione Europea, colpendo esseri umani, cavalli e uccelli”.

La maggior parte delle infezioni da virus del Nilo Occidentale, contratte localmente, sono state segnalate in Italia (610), Grecia (315) e Romania (277). Negli ultimi anni si è inoltre registrato un numero crescente di focolai di virus del Nilo Occidentale anche nei  cavalli ed in  altre specie equine.

In esito a quanto rapportato, l’ECDC (European Center for Disease Prevention and Control) intensificherà l’assistenza ai Paesi nella sorveglianza e nel controllo dei vettori.