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Microplastiche e nanoplastiche negli alimenti: una questione emergente

plastica-oceanoI rifiuti marini, la plastica in particolare, sono presenti quasi ovunque sul nostro pianeta e rappresentano un  grave problema soprattutto per la salute dei mari e delle coste. Infatti, diversamente dai materiali organici, la plastica non “scompare” mai e si accumula nell’ambiente, soprattutto negli oceani. La maggior parte dei rifiuti marini proviene da attività condotte sulla terraferma. E’ stato calcolato che circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono oggi nei mari e negli oceani. La plastica, in primis gli imballaggi, come le bottiglie delle bibite e le buste monouso, rappresentano il principale tipo di rifiuto che si trova nell’ambiente marino, ma l’elenco è lungo e comprende: reti da pesca danneggiate, cavi, assorbenti igienici, tamponi, cotton fioc, preservativi, mozziconi di sigaretta, accendini usa e getta, ecc. Attualmente, esiste un interesse globale per l’impatto dei rifiuti di plastica presenti nei mari e nei corsi d’acqua sugli habitat naturali e sulla fauna selvatica. L’EFSA ha compiuto un primo passo verso una futura valutazione dei potenziali rischi per i consumatori derivanti dalla presenza di microplastiche e nanoplastiche negli alimenti, in particolare nei frutti di mare.

FONTE: EFSA