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Nuova malattia prionica nei dromedari

In una nota  del 13 aprile scorso, l’ISS ha segnalato la scoperta di una nuova malattia ad eziologia prionica nei dromedari della regione di Ouargla, in Algeria.

Il dato emerge da una ricerca frutto di una  collaborazione internazionale tra il Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità e le Università di Tlemcen e di Ouargla (Algeria).

Le malattie da prioni sono caratterizzate da fenomeni neurodegenerativi ad esito fatale.

Alcune di esse, come  l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE), colpiscono sia l’uomo che gli animali, rientrando nel gruppo delle malattie zoonosiche .

L’osservazione nei dromedari  di sintomi che  ricordavano quelli della “mucca pazza” ha fatto sospettare i ricercatori algerini che potesse trattarsi di una malattia da prioni. Le indagini di laboratorio, condotte dal gruppo di ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, hanno confermato il sospetto.

La nuova malattia è stata denominata Camel Prion Disease.

L’ elevata  frequenza della malattia nel territorio oggetto di studio ed il coinvolgimento del sistema linforeticolare suggeriscono che si tratti di una malattia trasmissibile fra gli animali e frequente nella regione.

L’allevamento dei dromedari è diffuso in tutta l’area del centro-nord Africano, oltre che in Medioriente, Asia e Australia,  rappresentando una componente importante nell’economia di molte popolazioni, per la produzione di latte e carne. Pertanto la scoperta di una malattia prionica può determinare un significativo impatto sulle produzioni animali ed alimentari di tali paesi.

I risultati delle indagini condotte sinora suggeriscono che la malattia dei dromedari sia diversa dalla encefalopatia spongiforme bovina, tuttavia il rischio per l’uomo è al momento ignoto e sono necessarie ulteriori indagini per avere chiarezza sul suo potenziale zoonotico.

Al di là delle implicazioni di sanità animale e di sanità pubblica, la scoperta di una nuova malattia da prioni riveste un indiscutibile interesse scientifico per la peculiarità degli agenti responsabili di questo gruppo di patologie e in modo particolare perché il modello patogenetico delle malattie da prioni  trova innumerevoli punti  di correlazione con  patologie umane di enorme interesse quali la malattia di Alzheimer e la malattia di Parkinson.