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Primo Focolaio di Influenza aviaria nel Lazio – anno 2021

La Asl Roma 3 ha registrato il primo focolaio di Influenza Aviaria nel Lazio, in un allevamento avicolo non commerciale. La positività è stata confermata dal Centro di Referenza Nazionale: si tratta di un ceppo ad alta patogenicità HPAI sottotipo H5N1.

Sono state prontamente adottate tutte le opportune misure di sicurezza attraverso un’ordinanza del Presidente della Regione Lazio, come da Regolamento Delegato 2020/687.

L’insorgenza del focolaio è probabilmente da correlare a flussi migratori di anatre selvatiche presumibilmente infette, su specchi d’acqua nei pressi di Ostia Antica. Il successivo contatto con le anatre e i polli dell’allevamento rurale ha determinato la diffusione dell’infezione.

L’influenza aviaria è una malattia che colpisce soprattutto gli uccelli. A differenza delle specie domestiche quelle selvatiche si contagiano ma non si ammalano, fungendo pertanto da serbatoio di infezione per gli avicoli da cortile.  La trasmissione dei virus aviari alla specie umana è sporadica ed avviene soltanto attraverso il contatto diretto con volatili morti o infetti, con superfici contaminate da feci infette, attraverso il contatto con le mucose orali, oculari e nasali o tramite aerosol infetto.

Relativamente al focolaio di Ostia Antica, grazie anche alla tempestività delle misure di sicurezza adottate, i rischi per gli esseri umani sono minimi.

“Non bisogna preoccuparsi per quanto riguarda il consumo di prodotti alimentari. Sia la carne che le uova sono sicure, l’aviaria non è un problema di sicurezza alimentare”, ha dichiarato il direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Roma, Ugo La Marta. “Finora abbiamo avuto solo episodi di contagio da animale a uomo, mai da uomo a uomo, ma parliamo di un virus altamente instabile, che potrebbe mutare e compiere il salto di specie. D’altronde la storia delle pandemie ce lo insegna.: non solo il Covid, anche la Spagnola ha avuto probabile origine animale”.