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Prodotti sani, tipici e nazionali: la carne di bufalo e i suoi derivati

Tratto da “ARPACampania Ambiente 2010″

L’allevamento della specie bufalina è da secoli parte integrante della realtà zootecnica italiana, ne fanno fede gli scritti di Catullo e di Apicio e successivamente, in epoca romana, testi del periodo medievale. Oggi in Italia sono allevati oltre 200 mila capi bufalini, dei quali 160 mila in Campania e circa 40 mila nel Lazio.
L’ immagine della bufala richiama subito alla mente il latte e ancora di più un suo derivato: la mozzarella, un prodotto a denominazione d’origine protetta (DOP).  Negli ultimi anni, però, è aumentato l’interesse nei confronti della carne bufalina, molto interessante sotto il profi lo sia dietetico che nutrizionale.
La carne è oggi ottenuta dalla macellazione di maschi giovani e non di animali a fi ne carriera. In questo modo si vogliono eliminare tutti gli infondati pregiudizi secondo i quali il bufalo,allevato in ambienti paludosi e malarici, non può fornire carni di apprezzabile qualità.
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