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Regione Campania: risultati preliminari del piano nazionale per la ricerca di Salmonella enteritidis e typhimurium, nelle galline ovaiole della specie Gallus gallus 2008-2010

Tratto da “IV Workshop di Epidemiologia Veterinaria – Epivet 2008″
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La Salmonellosi rappresenta in Italia, come negli altri Paesi industrializzati, una delle principali cause di malattia alimentare nell’uomo. Sia gli animali che gli alimenti di origine animale, in particolare uova ed ovoprodotti, vengono ascritti fra le fonti di infezioni. I più recenti atti normativi a livello europeo sulla sicurezza alimentare (Libro Bianco, Regolamento 178/2002) identificano nel controllo di filiera, from farm to fork, l’approccio migliore per garantire la salubrità degli alimenti per l’uomo, individuando nel controllo della produzione primaria un punto cardine per la sorveglianza e il controllo.
Pertanto, la Comunità Europea ha reso obbligatorio per i Paesi Membri la necessità di ridurre la prevalenza per alcuni agenti zoonotici, tra cui Salmonella, con l’emanazione del Regolamento 2160/2003/EC. A questo scopo è stato effettuato uno specifico studio (Decisione 2004/665) per stimare la prevalenza di Salmonella spp. nelle galline ovaiole. I risultati ottenuti da tale studio sono stati utilizzati per organizzare un piano nazionale approvato con Decisione 2007/848/EC per la ricerca di Salmonella enteritidis e Typhimurium, nelle galline ovaiole della specie Gallus gallus in accordo a quanto stabilito dal Regolamento 1168/2006/EC che applica il Regolamento 2160/2003/EC. Il predetto piano è entrato in vigore il 1° gennaio 2008 con l’obiettivo di ridurre entro il 2010 la prevalenza di infezioni da Salmonella enteritidis e Typhimurium dall’8% (attuale prevalenza) al 7,2% nel primo anno, dal 7,2% al 6,5% nel secondo anno e dal 6,5% a meno del 6% nel terzo anno.
Gli allevamenti da sottoporre a controllo, in particolare, per la Regione Campania sono 50. Il campionamento avviene in un solo gruppo dell’azienda e non prima di nove settimane dalla data prevista di macellazione. Il campionamento è costituito da materiale fecale ed ambientale, accompagnato da un’apposita scheda in cui sono raccolti i dati anagrafici dell’allevamento.
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